Comune di Monteleone di Spoleto

RIAMBIENTAZIONE STORICA RINASCIMENTALE
 
15 agosto
 
Riambientazione Storica Rinascimentale

 

Per la festa della Madonna dell'Assunta sono rievocati una serie di eventi:
  • la cerimonia di offerta di un "doppiero (cero) di 20 libbre" alla Chiesa di S. Francesco per la tradizionale celebrazione.
  • la sfilata del Corteo Storico Rinascimentale.
  • la disfida tra i Terzieri S. Nicola, S. Giacomo e Santa Maria con prove di tiro con l'arco / tiro alla fune / tiro del carro / gara del segone.....ed assegnazione del Palio.


 

SAGRA DEGLI STRASCINATI
 
16 agosto
 
Sagra degli Strascinati


 

"Del come e del quando vennero per la prima volta serviti gli STRASCINATI, da una avvenente fantesca del Castello di Vetranola, in quel di Monteleone dell'Umbria a salvezza da morte degli uomini del Castello e di colui che amava". (da una cronaca umbra del XV Secolo)

Correva l'anno 1494, quando i Capitani Paolo e Camillo Vitelli, alla testa di numerosi fanti e cavalieri, invasero la terra di Monteleone, onde dare aiuto al Re di Francia, Carlo VIII, intento allora alla conquista del regno di Napoli. Un giorno i due fratelli si trovarono, stanchi ed affamati, alla porta del Castello di Vetranola ed ivi chiesero cibo e ristoro. Ritenendo, però infidi gli abitanti, stimarono miglior partito prendere prigionieri il castello e tutti gli uomini validi e quindi ingiunsero alle donne di imbandire la mensa e servirli. L'odio ed il rancore per l'oltraggio patito indussero le donne del Castello a preparare per gli invasori un misero piatto di "penchi" assai male conditi, giustificandosi col dire che, per i tempi calamitosi, non avevano altro di meglio da offrire. Tale incauto comportamento fece montare in furore i Vitelli i quali ordinarono che tutti i prigionieri, mani e piedi legati, venissero attaccati ai cavalli per essere TRASCINATI, fino a morte, intorno al Castello. A nulla valsero le preghiere ed i pianti delle donne; solo ebbe effetto l'ardimentosa proposta di una bella fantesca, la quale si offrì di mutare i dispregiati "penchi" in una sostanziosa vivanda mai prima gustata, a patto però, che non si procedesse nella minacciata rappresaglia. Si era in carnevale e, se le carnascialesche imprese eran neglette, tanto imperava il pianto e la tristezza, pure fioriva la sagra dell'utile suino, che dette alla giovane il mezzo per vincere la disperata impresa. Con guanciale magro, salsicce fresche, uova e pecorino, abilmente manipolati e rimescolati, trasformò quei "penchi" in una prestigiosa vivanda che i Vitelli e la loro scorta gustarono a pieno, tanto che placati e satolli ripresero la via di Napoli, senza fare danno ad alcuno. Da allora nella terra di Monteleone tale pietanza viene chiamata "STRASCINATI" , felice improvvisazione di una giovane umbra innamorata.

 

FARRO DI S. NICOLA
 
5 dicembre
 
Benedizione Farro

Il rituale del "Farro di S. Nicola" si svolge da tempo immemorabile il 5 dicembre, nella vigilia della ricorrenza del Santo, patrono del paese. In tale circostanza, il parroco prepara nella canonica della chiesa di S. Nicola una minestra di farro condita con sugo di magro, cotta in un grande caldaio appeso sul focolare e distribuita a mezzogiorno agli abitanti di Monteleone, a cominciare dai bambini, destinatari privilegiati, che per l'occasione anticipano l'uscita dalla scuola. Il rituale vuole ricordare il miracolo che la tradizione attribuisce a S. Nicola che, passando per Monteleone ed impressionato dalla indigenza dei suoi abitanti, avrebbe consegnato il farro per sfamare i poveri. Proprio la permanenza di questo singolare rituale ha favorito la continuità della sua coltura a Monteleone, tanto da diventare un tratto caratterizzante di questo territorio.

 

FOCONE DELLA VENUTA
 
9 dicembre
 
 Focone della Venuta 

"Numerose sono le tradizioni legate al mondo agricolo pastorale e ai riti ancestrali che si sono conservati fino ai giorni nostri. Spesso la religione le ha codificate negli ambiti devozionali che scandiscono i ritmi e le stagioni. La sera del nove Dicembre in molti paesi della Valnerina si accendono grandi fuochi a salutare il passaggio della Madonna di Loreto. Il fuoco, simbolo cristiano della luce che sconfigge le tenebre e richiama quello più antico della prossima primavera vittoriosa sull'inverno."( dal libro: "Poggiodomo e il suo territorio" di Egildo Spada). Questa tradizione è molto sentita a Monteleone di Spoleto e viene ripetuta ogni anno. Il rito coinvolge tutto il Paese che, intorno al fuoco benedetto dal Parroco, si attarda in allegria tra i suoni della Banda ed i canti della Corale. Si consumano insieme cibi tradizionali e bevande, quasi a stringere ed a rinnovare una fratellanza ed una comunione di intenti ed obiettivi che tutti insieme si vogliono raggiungere ..